CHE COS'E' IL RATTAN?
Viene comunemente definito rattan un particolare legno ricavato dalla parte interna di piante tropicali in forma di canne ricoperte da spessa corteccia. Tali piante sono il giunco, il manao, il batang ed altre ancora.

Il bambù è la stessa cosa?
No. il bambù all'apparenza è simile al giunco ma internamente la canna è vuota. Pertanto il bambù non si può lavorare come il giunco, cioè scortecciare, piegare e/o trafilare. I mobili ed accessori in bambù hanno solo linee dritte e possono essere solo in colore naturale. Non potendo infatti togliere la corteccia alla canna è impossibile colorarla, in quanto completamente impermeabile.

E il vimini?
Il vimini è una pianta che produce dei rami sottili di 5/6mm di diametro al massimo con la quale si
intrecciano cesti e piccoli contenitori.

E il midollino?
Il midollino si ottiene trafilando l\'interno delle canne di giunco, il midollo per l'appunto, in tante canne sottili fino anche a 2mm di diametro.
Come curiosità botanica è interessante menzionare un esempio di canna che raggiunse i 10 cm. di diametro e più di 175 metri di lunghezza.

 

Infiorescenza e fiori
Le infiorescenze sono prodotte singolarmente dai nodi dell’asse fogliare. Variano molto nella struttura e nella forma, cosa che serve nella tassonomia. L’antesi, cioè la comparsa dell’infiorescenza e, con essa il procedere della fioritura, sono favorite e stimolate da periodi di siccità prolungata, temperature molto alte, seguiti da abbondanti precipitazioni.  

Frutti
I frutti di tutti i gruppi di rattan sono ricoperti da più file sovrapposte di scaglie. Al di sotto delle scaglie si ritrova il resto del pericarpo. Generalmente i frutti del rattan contengono solamente un seme mentre altri possono arrivare anche a tre semi. La raggiunta maturazione del frutto è evidenziata da un repentino cambio di colore dell’epicarpo del frutto.

Germinazione
Il primo segno della germinazione è l\’emergere di una specie di spina che si origina direttamente dall\’endosperma.

 

 


Le piante chiamate "rattan" sono delle palme rampicanti spinose che vengono ritrovate in tutto il tropico ed il subtropico. Questo tipo di palme sono la fonte della materia prima, molto somigliante al bamboo, che si usa comunemente nella lavorazione e costruzione di mobili artigianali e per scopi minori locali. Bisogna sottolineare fin da ora il ruolo importante che svolgono queste piante nell’economia del sud-est asiatico dove, in misura variabile, rappresentano uno dei maggiori prodotti che si ricavano dalla foresta.

I raccoglitori di rattan, come successivamente riscontrato, usano raccogliere la canna solo quando necessitano di denaro nel breve periodo, specialmente durante i periodi in cui le colture principali stanno maturando. Come sopra accennato, quello che viene raccolto è una canna molto lunga che rappresenta il fusto della palma, una volta liberato dalla guaina fogliare. Confonderlo con la classica canna di bamboo è molto semplice specialmente quando i due prodotti vengono lavorati in strisce.

Con il nome commerciale di rattan si vogliono indicare un gruppo di generi con molte specie che forniscono un prodotto simile. Ciò è anche molto interessante dal punto di vista ecologico visto che le varie specie presentano esigenze differenti, riuscendo così a vivere in ambienti con caratteristiche climatiche molto diverse.

Le specie presentano delle differenze anche dal punto di vista della produzione della canna, fornendo materia prima molto grossa e lunga o più sottile e corta, con buona lavorabilità o molta resistenza ai piegamenti.

Nella maggior parte dei casi il rattan viene ricercato nella foresta dove cresce selvatico ma esistono degli esempi, anche in Indonesia, di rattan che viene piantato e coltivato come fosse una coltura normale.

 

I rattan appartengono alla famiglia Calamoideae ed, in generale la palma con più spiccate attitudini alla produzione appartiene al genere Calamus che a sua volta conta dalle 300 alle 400 specie. La canna che viene raccolta dalla pianta del rattan presenta grande robustezza, flessibilità ed uniformità. Il diametro della canna può variare dai 3 ai 60 millimetri e più, in dipendenza dalla specie. Commercialmente le specie con interesse commerciale rappresentano circa il 20% del totale delle specie.

Il commercio internazionale del rattan cominciò alla fine del ‘700 anche se le canne erano usate da tempi immemorabili, specialmente in tutto il sud-est asiatico. Fin dall’inizio dell’avventura commerciale del rattan, Singapore rappresentò il centro principale della
distribuzione della canna naturale e lavorata. Anche Sulawesi fu un grosso punto per la commercializzazione della materia prima derogando però il lavoro della trasformazione ad altri paesi.

Tanto per avere un’idea di quello che ha rappresentato e che rappresenta il commercio del rattan per il sud-est asiatico, basti pensare che alla fine del 1970 il rattan che passava per le mani dei mercanti di Singapore, fruttava un giro di affari di 21 milioni di dollari, per la maggior parte provenienti dall’Indonesia che ricomperava la canna lavorata per uso interno.

Bisogna sottolineare però che il maggio flusso monetario viene dall’export verso il nord America ed Europa.  Il dato più recente sull’export indonesiano è rappresentato dall’obbiettivo del paese orientale di esportale rattan per 60 milioni di dollari americani (1995).


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